giovedì 24 luglio 2014

Apparizioni e disapparizioni (dai racconti di Dio il Viaggiatore)


Pro loco

Dio ricomparve - non me l'aspettavo - alle 10:18 del 26 sei 2006, in coda al c'è-chin dell'aeroporto di Caselle (lo scrivente è l'umile Sai Baba. Oltre che "umile" è anche "magico", in quanto riesce a scrivere mentre si taglia le unghie dei piedi).
Si accorse d'esser ricomparso quando vide il pelato. Poiché non era un pelato qualsiasi. Infatti era Peppe Servillo (uno che se viaggia, viaggia solo in aereo). Ma Dio non lo riconobbe subito, altrimenti non gli avrebbe rivolto la parola (si sa, il Dio viaggiatore schifa i personaggi famosi o, almeno, quelli più famosi di lui). Così gli chiese se per caso fosse già uscito il terno.
- No - gli rispose Peppe in una lingua che non era la sua, ma nemmeno la mia - ...ma tu dormi e sogna così.
- Accipicchia! - esclamò Dio. Poi lo riconobbe e lo schifò.

PARTE

Dio scomparve di nuovo sotto una macchina luminosa e rumorosa. Forse un ghostbuster che l'aveva scambiato per un ectoplasma. C'era questo ghostbuster e una cagnetta gentile (ma stronza uguale a lui). Fu l’arnese a parlare per primo:
- Altolà Essere! Questo è un amuleto portafortuna! LAIDA – urlò (Laida era la cagnetta, nda) - Disintegra!
- No! - si oppose Dio, che non era più tanto sicuro di chi fosse, ma era certo di essere stato 2 volte più stronzo di quei 2 - Questo non è un amuleto portafortuna. E' un coltellino svizzero. Il mio coltellino svizzero. E' mio! Si, è mio!
ZAP! – disintegrato.
Inorridito ancorché intimorito da quelle orribili figure (e dal futuro), il signor ...ehm, quello che è ...mestamente si avviò verso il cancello dell'inferno ("HELL'S GATE").

PARTE II

Mandato giù il rospo, o anche solo del semplice catarro verde, la conferma definitiva che stava nuovamente viaggiando Dio la ebbe - in quanto si era stupito del suo stesso ritorno - prima del decollo. Altro avvistamento. Due file più avanti, con un megafono in tasca e un bimbo egiziano sulle ginocchia c'era Violante. Una divinità minore appartenente all'antico mondo perduto di Bachindeiuesesar. Naturalmente, siccome Dio lo riconobbe subito, non lo degno nemmeno di uno sguardo. Anzi, prese persino un aperitivo diverso dal suo.
Tuttavia, notò che l'Onorevole aveva un coltellino svizzero nascosto nelle mutande. Vagamente risentito, Dio sciorinò una lunga serie di jatture - Tie' tie' aereo cadi! Tie' tie' - facendo i consueti gestacci sotto il sedile.

II PARTE

Passando fra le nuvole di panna, a Dio si luccicarono gli occhi per l'emozione: per un istante, solo per un istante, credette di incontrarsi con se stesso (sai la botta?).
Per fortuna o per spregio, all'altoparlante si udì la voce del Sai Baba.
- NON SO PARLARE BENE INGLESE - disse, in mandarino antico - MA E' BENE CHE SAPPIATE CHE QUELLO CHE STATE BEVENDO NON E' CAFFE'!
Si alzò il parlamentare e, tanto per parlamentare, chiese col megafono:
- SE NON E' CAFFE': CHE COS'E'?
E Sai Baba:
- NON LO SO. DIMMELO TE!
Allora Violante passò il megafono al passeggero accanto, che era il suo turno.
- E' TE?
- NON E' TE E NEMMEN CAFFE'.
Una signora grassa più di tre caravelle scippò il megafono al passeggero.
- SE NON E' TE E NEMMEN CAFFE': CHE COS'E'?
- NON LO SO. DIMMELO TE!
E così, a turno fino alla fine del viaggio, tutti i passeggeri si cimentarono al megafono di Violante. Peccato che una volta a Roma gli applausi se li beccò tutti il pilota. Nessuno si ricordò di Sai Baba, tranne un bambino egiziano che, tirandolo da parte, gli sussurrò in uno dei tre orecchi:
- Se ora tu non dici me che cos'è, io taglio gola te con temperino svizzero che signor Onorevole ha gentilmente dato me.
Ne uscì vivo - culturalmente - e dato che il Baba era anche un santone, si permise di criticare Dio il viaggiatore:
- Mi stai dettando un sacco di minchiate. - sbottò - Non divertono, non saziano. Ora ti dico che me ne vado e vediamo tu che fai.
Naturalmente Dio, prima di fulminarlo, domandò:
- ...hai scritto anche di quando ho fatto cadere le mani di tutti quelli che hanno applaudito all'atterraggio?
- Si - rispose Baba - proprio ora.
- ...e hai anche scritto - continuò Dio – xcujnb nuin  ikuweif eerf?
- Si, proprio ora.
- Bene. - concluse Dio. Poi lo fulminò.

PARTE DI ROMA (sempre il 26 sei)

Un anonimo Dio venne a sedersi al tavolo di fianco a quello di Dio il Viaggiatore. Doveva esserlo - un Dio, s'intende. Solo un'altro Dio può guardare Dio negli occhi e chiedergli del sale.
I due si intesero e si scoprì che questi era il Dio Libero-sulla-parola. Non furono tanto i tatuaggi sulle braccia a rivelarlo, quanto il fatto che lo ammise egli stesso dopo una breve analisi organolettica della "Focaccia Fantasia" e, soprattutto, della birra.
In verità apparteneva alla categoria dei Semidei, che fanno più o meno le stesse cose degli altri ma con tecniche diverse. Ad esempio, il Dio Viaggiatore piegava le anime con la forza della mente, l'altro a mani nude.
Va da se che, per fortuna o per errore, il Dio Viaggiatore riusciva sempre a farseli amici quelli come lui. E comunque gli esseri più disturbati del creato finivano sempre per attaccarsi ai suoi marroni, quando viaggiava.
36 attimini dopo - attimino più, attimino meno - si presentò una femmina, una specie di ninfomane vergine il cui tatuaggio sulla schiena recitava "Fottimi ora, fottimi comunque" che aveva appena ritirato la sua ordinazione di 6 cannoli (naturalmente, oserei dire). Stazionò per un momento davanti ai tavoli delle due divinità, decidendo quasi subito di andare a sedersi a quello del Dio (o Semidio) Libero-sulla-parola ...naturalmente.
La puttana raggiunse più tardi il Dio che Viaggiava nella sala per Fumatori, dove Egli stava dettando queste righe alle ceneri del povero Sai Baba. Ella gli si avvicinò insieme a tutti i 37.000.000 di ormoni e con la bocca ancora sporca di panna chiedendo "del fuoco". Dio se la fumò. Fu un record: 2 secondi e 8 decimi netti.
Eh no, la riserva proprio no. ("Dio seconda-scelta": ma ci pensate?). Non poteva tollerarlo. In tutta la sua secolare esistenza Dio aveva giocato sì 2 o 3 volte, ma sempre da titolare.

PARTE FINALE DI ROMA (praticamente il culo)

Fatto curioso. Nella sala per fumatori entravano torme di uomini che in verità non avevano mai fumato nella loro vita oppure che avevano già smesso da anni. Passando davanti alla porta, si fermavano a parlare con una giovane (e sottolineo giovane) hostess, piuttosto alta e mora, che indossava una giacchetta blu con i primi due bottoni slacciati e una minigonna lunga sì e no 12 centimetri .
Lei non faceva altro che consegnare loro un badge, insieme a una matita serigrafata e un modulo intestato dove proporre suggerimenti sul servizio offerto. 
Loro, alla fine, entravano e si intossicavano con il fumo di 1000 sigarette.

Yet another finale

Altro fatto curioso. Quando entravano, avevano tutti il cazzo duro.

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